Lunedì, 11 Dic 2017
 
 
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Fattorie sociali
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Bilancio preventivo


Attivo:

A   Produzione di piantine ortive in contenitori alveolari € 280.000

B   Produzione di ortaggi.€50.000

C   Attività collaterali:affitto degli spazi aziendali per il mercato periodico, attività didattica, attività vendita dei prodotti tipici. €70.000


Produzione lorda vendibile A+B+C = 350.000,00 euro.

Passivo:

A   Spese varie: sementi, torba vermiculite, contenitori alveolari ecc.90000 euro.

B   Quote: 20000 euro

C   Imposte 10000 euro


  • Il boreau d’ufficio per le attività gestionali ed organizzative
  • La residenzialità fissa
  • La recettività open
  • La formazione, le riunioni, la convegnistica

Costi a+b+c= 120000

Reddito netto = produzione lorda vendibile –costi =350000-120000 =230000 euro

Ipotizzando che il salario di una unità lavorativa è di circa 25000 euro annui. Le unità lavorative complessive che si possono occupare nella fattoria sociale sono di circa 9.

Il lavoro preliminare da effettuare è un lavoro di ristrutturazione e riutilizzo dei terreni circostanti, attualmente in parte coltivati a cereali da parte della cooperativa Falcineto.

Effetuato il lavoro preliminare è possibile dare vita ad una struttura recettiva open che, oltre a favorire l’inclusione sociale ed a ospitare persone con difficoltà, si occupi sì di agricoltura ma valorizzando tutta una serie di spazi in più disponibili: per stage, convegni, formazione, turismo, etc.

Servono, pertanto, quattro tipologie di spazi principali:


Dal punto di vista agricolo, sarebbe meglio evitare di promuovere agricoltura intensiva (sia pure redditizia), valorizzando prodotti agricoli specifici, come gli ulivi.  Si potrebbe pensare anche ad una piccola serra per produrre talee e favorire la biodiversità, recuperando semi  del passato e vendendoli. E’ possibile sviluppare anche una vigna e, con un ettaro di terra, un maneggio con cavalli. Lo spazio è sufficiente anche per un vivaio collegato alla vendita diretta di fiori, rose, piante locali come: ulivo, olmo, cipresso,etc.

Inoltre, per gli alunni dell’Osservatorio astronomico adiacente, si può strutturare anche una fattoria didattica con dei percorsi di apprendimento esperienziale specifici.  Lo stesso parcheggio dell’Osservatorio potrebbe essere gestito a pagamento nell’ottica di inserire persone con difficoltà, dagli ospiti della stessa fattoria.

E’ possibile anche promuovere e vendere direttamente i prodotti come vino, formaggio, olio (filiera corta) e una serie di  prodotti artigianali (realizzati con dei laboratori del legno), valorizzando (responsabilità sociale d’impresa e qualità sociale) il fatto che sono prodotti etici che vanno a sostenere un progetto di inclusione.


Un’ultima annotazione sulla sostenibilità del progetto (a cui accenniamo velocemente e che approfondiremo nelle sedi adeguate). Il Piano per lo Sviluppo Rurale, con l’asse riservato all’agricoltura biologica e sociale, potrebbe finanziare per cinque anni il lavoro modulare e progressivo di ristrutturazione e valorizzazione dell’area e della struttura.  La stessa ASL, poi, rispetto ai programmi terapeutico-riabilitativi, potrebbe dirottare le risorse impiegate per coprire rette di utenti ospitati fuori  regione sulla fattoria sociale; così come, rispetto aipercorsi di inclusione sociale il Piano sociale di zona potrebbe prevedere una quota-parte di risorse.  I costi della residenzialità e della semiresidenzialità potrebbero essere più bassi di quelli attualmente previsti, con un impatto maggiore in termini di efficacia terapeutica e di inclusione.

Al di là della fase di start-up, che chiama in causa l’apporto di tutte le risorse e di tutti gli stakeholders interessati, nell’arco di cinque anni si mirerà a costruire un equilibrio tra spese pubbliche necessarie a gestire i programmi terapeutici e di inclusione per soggetti svantaggiati  e risorse derivanti dalla gestione  a regime della fattoria sociale. L’integrazione tra i due livelli permetterà di finalizzare le entrate economiche derivanti dalle attività della fattoria sociale e di favorire un risparmio progressivo di risorse pubbliche, aumentando – come dimostra le letteratura scientifica specializzata – da una parte il benessere dei cittadini svantaggiati e dall’altra i livelli di integrazione, sicurezza e accoglienza della comunità locale nel suo  complesso.



Primo reportage fotografico della struttura

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