Lunedì, 11 Dic 2017
 
 
la storia PDF Stampa E-mail


Libera.mente nasce nel luglio del 2002 da un gruppo di familiari di persone con disagio psichico.
La decisione di costituirsi formalmente in ONLUS è sofferta, perché comporta la necessità di “uscire” sul territorio e rendersi visibili.
La riflessione dura diversi mesi, ma alfine il ristretto gruppo fondativo, formato da sei persone, si convince e decide per la nascita di “Libera.mente”.
Come cifra della nostra costituzione viene scelta una frase di Petronio, “Sol omnibus lucet”, tratta dal Satyricon; intendendo con ciò che, così come il sole splende per tutti, anche i diritti di cittadinanza debbono coinvolgere tutti i cittadini, a prescindere dal loro stato.
L’associazione si presenta e si fa accreditare, dopo l’iscrizione nel Registro Regionale, nei livelli istituzionali: Comune, Provincia, Regione Marche; nei livelli sanitari: Asur Zona n.3, Dipartimento di Salute Mentale; media locali.
D’accordo con alcuni intellettuali, viene istituito il Comitato Etico della Salute Mentale; il taglio culturale dei componenti è del tutto trasversale: il docente universitario laico, il professionista, il saggista cattolico, il parroco, il portavoce dell’associazione:

- Paolo Bonetti docente di bioetica Università di Urbino
- Gabriele Ghiandoni scrittore
- Samuele Giombi saggista
- Vito Inserra presidente di Libera.mente
- Manuela Isotti avvocato
- Mauro Magnani docente di biochimica prorettore vic. Università di Urbino
- Vincenzo Solazzi parroco Santa Famiglia

Il Comitato Etico, in maniera autonoma rispetto all’associazione, costituisce la sentinella di traguardo che registra e legge i comportamenti, i pregiudizi, le paure, della società civile e dell’opinione pubblica nei riguardi del disagio psichico.
Concorre a spiegare e a combattere tutti gli aspetti che possono alimentare la resistenza all’abbattimento dello stigma in questa particolare e pruriginosa materia. E, in ciò, si ispira all’indicazione netta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel senso della conoscenza e dell’informazione sulla salute mentale come impegni principali, per tutti gli Stati aderenti, nella battaglia contro il pregiudizio (Gro Harlem Bruntenland, direttrice generale OMS).
Gli obiettivi specifici di attività per Libera.mente vanno ricondotti ai seguenti:
- favorire un’interazione fra temi e attività di tipo culturale;
- permettere ai singoli cittadini di indagare il tema della salute mentale;
- portare la comunità di Fano a dibattere la tematica;
- accreditare Fano come promotore di iniziative coraggiose e coerenti, come punto di riferimento per altre geografie.

In sintonia con quanto enunciato, Libera.mente entra a fare parte dell’equipe tecnico-politica del Servizio di Sollievo; contribuisce all’apertura della Struttura Riabilitativa e Residenziale del Bevano; presenta il progetto per un centro socio-educativo “Casa Jenny”; organizza seminari di comportamento psicosociale; organizza una Rassegna Cinematografica integrata.
Tutto ciò allo scopo di contribuire, nel lungo periodo, attraverso azioni integrate e coordinate, a:
- ridimensionare approcci pregiudiziali e rappresentazioni sociali votate ad escludere dalla vita relazionale le persone che soffrono del disagio psichico;
- abituare i cittadini a non applicare meccanismi di rimozione nei confronti del proprio e dell’altrui disagio, con il rischio di allontanare il momento dell’accettazione del proprio stato e della presa in cura del problema.

Ancora sollecitata da ambienti esterni alla città di Fano, e comunque interessati al contesto del disagio psichico, Libera.mente costruisce, con altri di altre associazioni in diverse province marchigiane, il Tavolo Regionale della Salute Mentale delle Marche.
Il Tavolo prende il suo avvio nel mese di marzo 2004 e si definisce nel mese di ottobre dello stesso anno.
Ha al suo interno 9 un’assemblea generale delle associazioni aderenti, un Esecutivo composto di cinque persone, un Segretario come referente.
Compito del Tavolo è quello di interfacciarsi con l’Ente Regione, ormai preposto a gestire e a decidere su politiche sanitarie e sociali (vedi la riformulazione del Titolo V della Costituzione).
Le associazioni in esso confluite sono dodici e sono rappresentative di tutte le province della regione. Ne fanno parte anche gruppi familiari, cittadinanza ed utenti. Le componenti di riferimento con richiamo extra regionale guardano alle agenzie UNASAM, PSICHE2000.
Il resto è un’interessante presenza di gruppi e associazioni libere.
Il Tavolo si è presentato a: Presidente Consiglio Regionale, V Commissione Permanente, Assessorato Politiche Sociali regionale, Assessorato Sanità regionale.
Ha concorso alla formazione della nuova Consulta Regionale della Salute Mentale ed ha un taglio che lo caratterizza e che si riconduce al concetto di partecipazione ai progetti, alle decisioni e quindi alla concertazione su tutte le questioni che investono la salute mentale nella regione Marche.
Ciò comporta ed obbliga ad una visione culturale nuova e moderna che è quella della democrazia partecipata, cosa questa che rimette in discussione il concetto stesso di rappresentanza, così come è stato inteso fino a poco tempo fa.